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Ottenere l’URL di un’immagine

5 novembre 2008 admin Nessun commento

Questo articolo, estremamente di base, descrive come ottenere l’URL di un’immagine in modo da poterla caricare su un sito.

Partiamo con un po di nozioni, proseguite nella lettura di questo articolo per le istruzioni su come caricare un’immagine su TinyPic o ImageShack

Un URL sta ad un file su internet come l’indirizzo sta ad una abitazione, mentre per una casa abbiamo città, via e numero per un file abbiamo il sito dove si trova, la cartella e il nome del file.

Qualcosa tipo:

http://www.ilsito.it/immagini/immagine.jpg

che ci dice che l’immagine “immagine.jpg” si trova nella cartella immagini del sito www.ilsito.it al quale si accede utilizzando il protocollo http, il protocollo utilizzato per trasferire file su internet e quello che precede ogni file, documento o pagina web accessibile tramite un browser.

Questo tipo di indirizzi viene anche chiamato path (o percorso), un path può essere assoluto (ovvero completo di tutti i campi) o relativo.

Se abbiamo una pagina html che include un’immagine e questa pagina si trova alla URL

http://www.ilsito.it/pagina.html

possiamo includere la suddetta immagine anche con il path relativo “immagini/immagine.jpg”
ovvero utilizzando un percorso relativo alla pagina che include l’immagine che può risultare comodo quando stiamo creando una pagina e ancora non sappiamo su quale sito andrà messa o vogliamo provarla sul nostro pc senza dover poi cambiare gli indirizzi di tutte le immagini.

Attenzione però “immagini/immagine.jpg” è un path relativo e non un URL.

Alcuni editor di pagine web utilizzano indirizzi assoluti del tipo C:/ ecc…, questi indirizzi si riferiscono al nostro pc e ovviamente i file del nostro pc non possono essere visti da internet.
Se questo è il vostro caso e quando caricate le pagine su internet non si vedono le immagini sappiate che dovete caricare le immagini su internet e inserire il corretto indirizzo dell’immagine.

Se avete uno spazio web per caricare le immagini… beh di questo articolo probabilmente non ve ne fate niente dato che come avete caricato gli altri file via ftp o tramite il pannello di gestione files avrete caricato anche tutto il resto.

Passiamo quindi ai siti di image hosting.

Prosegui la lettura…

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Hosting e domini

27 settembre 2008 admin Nessun commento

Scegliere un buon hosting è il primo passo per costruire un buon sito, se avete intenzione di farvi fare il sito da qualcuno evitate di partire in quarta rischiando di pagare per qualcosa che non può essere utilizzato al vostro scopo.

In generale.

Diffidate sempre degli hosting che danno spazio infinito, non esiste al mondo un hard disk di dimensione infinita e in genere sperano solo che non raggiungiate mai il limite o hanno una connessione talmente lenta da impedire il caricamento di troppi files.

I server esteri sono spesso più economici di quelli italiani ma sono anche più distanti e le probabilità che non possano essere raggiunti in caso di problemi della rete sono maggiori, forse vi è capitato di aprire un sito e ricevere un messaggio ti connessione caduta o server irraggiungibile.

Controllate sempre le caratteristiche del server prima di fare un acquisto, molti hosting a pagamento hanno meno prestazioni e caratteristiche di altri hosting gratuiti, se volete un dominio di secondo livello potete sempre prenderne uno a parte per circa 5€. Ad esempio un hosting su aruba con database viene oltre 30€ l’anno mentre avreste un servizio nettamente migliore con 110mb.com e un dominio preso a parte a 8€ l’anno.
In breve i server buoni costano, per prenderne uno scarso tanto vale prenderne uno gratuito.

La banda che vi viene fornita è la capacità del server di trasmettere dati, se vi vengono dati 300Gb al mese significa che i vostri visitatori potranno visualizzare le pagine del vostro sito fino a quel limite, pensateci due volte se state facendo il sito senza badare al peso delle pagine quando potreste finire la banda a vostra disposizione.
Non prendete il valore della banda assegnata come unico metro di giudizio, altri fattori importanti sono la banda minima garantita ovvero la velocità minima alla quale il vostro sito può inviare le pagine che è molto diversa dalla banda massima che il vostro sito può raggiungere quando i pianeti sono allineati.
I migliori hosting hanno più linee da decine di Gbit in modo che se una si ferma il sito rimane comunque raggiungibile.

L’ uptime di un server, espresso in percentuale, indica quanto tempo il server rimane accessibile.

Per quanto riguarda gli hosting a pagamento c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma fate attenzione a trovare quello più adatto al vostro sito.
I server dedicati di PowerMedium sono molto potenti hanno una linea ridondata (il server è quasi sempre accessibile con un uptime del 99,99%), un generatore in caso di mancanza di corrente e telecamere e sorveglianza dei server 24/7, basta sapere che sui loro server ospitano wikipedia.
Tra quelli italiani posso consigliare UnBit che dispone di un ampio supporto di tecnologie come Zope, Tomcat, Python e molto altro.
Non sempre i migliori sono quelli che trovate al primo risultato di google, controllate sempre le caratteristiche o fatevi consigliare da un esperto e tenete sempre presente che le cose buone si pagano.

Cosa è un dominio.

Il dominio è il vostro nome su internet, tecnicamente è un nome al quale viene associato l’IP di un server.
I domini vengono categorizzati in cosiddetti livelli numerati da destra verso sinistra e separati da un punto terzo.secondo.primo i domini di primo livello vengono assegnati dall’ ICANN agli stati o a categorie di siti come .it per l’italia, .eu per l’europa e .com per i siti commerciali.
I domini di secondo livello sono quelli acquistabili da persone o aziende come sito.it o tuonome.org, quando si acquista un dominio semplice viene in genere aggiunto al nome il terzo livello www che è solo un modo per distinguere i siti ma non ha nessun significato tecnico.

Acquistando un dominio con controllo del DNS si possono creare i propri sottodomini di terzo livello e associarli ad un ip o ad una cartella del proprio server, ad esempio potreste acquistare il dominio blabla.it e utilizzare www.blabla.it per la pagina principale, forum.blabla.it per il forum, wap.blabla.it per la versione wap del sito e far puntare ts.blabla.it al vostro server di team speak.

In genere gli hosting gratuiti danno un dominio di terzo livello come tuonome.altervista.org e permettono la creazione di domini di quarto livello come forum.tuonome.altervista.org. Per fortuna l’abitudine di assegnare agli hosting gratuiti indirizzi del tipo www.xoom.virgilio.it/membersarea/t/tuonome è andata in disuso.

Non sempre il www davanti al dominio viene abilitato ma la maggiorparte dei siti può essere raggiunta indifferentemente.

Cosa è un hosting.

L’ hosting è lo spazio dove caricare il proprio sito ed è constituito dallo spazio a voi riservato sul server insieme alla linea che connette quel server a internet e l’insieme dei linguaggi supportati dallo stesso.

L’hosting può essere principalmente dei seguenti tipi:

  • Hosting semplice o hosting condiviso:
    Il vostro sito risiede fisicamente in una cartella alla quale viene collegato il vostro indirizzo, ad esempio tuonome.hosting.com o www.tuonome.it punta alla cartella www.hosting.com/abbonati/t/tuonome.
    In pratica vi viene concesso l’utilizzo di uno spazio dove caricare il sito e i vostri permessi di amministrazione sono limitati alla sola gestione dei vostri file e alle sole funzioni che vi vengono concesse.
    Praticamente tutti gli hosting gratuiti e molti hosting a pagamento sono di questo tipo.
    Dato che sullo stesso server (inteso come computer fisico) vengono ospitati parecchi siti le prestazioni sono molto limitate.
  • Server dedicato virtuale:
    Sullo stesso server vengono installate diverse macchine virtuali, in pratica potete modificare tutte le impostazioni del server e compiere operazioni come aggiornare il sistema operativo, aggiungere linguaggi supportati ecc come se il server fosse vostro. In realtà la stessa macchina fisica è utilizzata da più persone, se ad esempio chi vi vende l’hosting installa 100 macchine virtuali sullo stesso server per abbassare i costi avrete delle pessime prestazioni.
  • Server dedicato:
    Vi viene venduto o affittato un server del quale avete l’accesso totale e esclusivo, oltre a scegliere voi quale sistema operativo installare e quali linguaggi deve supportare avete la possibilità di variare le impostazioni hardware come aumentare la memoria ram o aggiungere un hard disk se vi serve più spazio.
    Se un solo server non vi basta potete scegliere un hosting su cluster.
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